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MONDO CAE - Report Tecnico Parte 2

Aggiornamento: 13 giu 2023






In questa seconda parte del "Report Tecnico" vedremo le zone secondarie ma comunque importanti per poter stilare al meglio un report tecnico per le nostre analisi.

Quello che presenterò, ci tengo a ribadirlo, è il mio modo di redigere un report tecnico e non vuole in alcun modo essere una to do list, ma solamente una linea guida per chi si trova alle prime armi con questa tipologia di documentazione.


Abbiamo detto che le parti secondarie di un report tecnico sono:

1) Spiegazione dei simboli

2) Referenze e indice dei documenti utilizzati;

3) Resoconto sulla qualità della griglia di calcolo

4) Check di tutti i warning rilasciati dal software

5) La parte dei “calcoli a mano” per la verifica di fino



SPIEGAZIONE DEI SIMBOLI

Anche se molto spesso si utilizzano simboli di cui si conosce il significato, potrebbe essere che a leggere il report sia del personale non tecnico che non sa che solitamente un Modulo Di Young si indica con la E.

Per questo motivo è buona norma inserire una sezione in cui si fa un recap di TUTTI i simboli utilizzati all'interno del report.



REFERENZE

Per poter dare valenza alle formulazioni utilizzate oppure ai valori dei materiali che sono stati utilizzati nell'analisi, non basta scrivere i valori che si utilizzano più di frequente.

Nella realtà questi dati sono facilmente confutabili, in quanto il cliente potrebbe avere un fornitore che ha un materiale comune ma con caratteristiche ben precise.

In altri casi invece i valori di carico sono ricavati tramite una formula che è presente in una specifica normativa e vengono calcolati con un foglio excel.

In questi casi, è bene inserire un capitolo di riferimenti da poter consultare, in cui il cliente ha accesso in maniera rapida al nome della documentazione utilizzata oppure al tool di calcolo preliminare.

Così facendo, se ha dei dubbi sulla veridicità dei nostri risultati, può sempre rivedere i conti e confermare che abbiamo lavorato nel migliore dei modi.


RESOCONTO SULLA QUALITA' DELLA GRIGLIA DI CALCOLO

In alcune situazioni, per poter certificare il calcolo, si deve dimostrare che la griglia di calcolo abbiamo una certa qualità, ossia che gli elementi siano tutti ottimi o al più che gli elementi BAD siano al di sotto di una certa percentuale.

Pertanto si dovrà mostrare al cliente un documento in cui si certifica che la griglia di calcolo rispetti tali requisiti.

Può sembrare una banalità, ma questo documento serve per validare i valori di stress presenti (se siamo al di sopra di una certa qualità di elementi, questi produrranno meno problemi di convergenza).


CHECK DI TUTTI I WARNING RISCONTRATI DURANTI IL RUN

Nel file di output, possono uscire dei warning durante l'analisi.

In questo caso è bene aggiungere una sezione nel report in cui si riportano questi allarmi e dimostrare che comunque non inficiano in alcun modo il calcolo.

Questo passaggio è importante pure per l'analisi, in quanto ha modo di effettuare un check sulla bontà dell'analisi e può consegnare un prodotto che non è buggato o comunque che non rispecchia la realtà (come ad esempio se sono presenti dei modi propri.

Nel caso di analisi non lineari, è buona norma consegnare il grafico della convergenza dell'analisi.

Così facendo il cliente sa che il valore che si è ottenuto è quello corretto.


CALCOLO MANUALE

La parte del calcolo manuale o hand calculation è quella sezione di calcolo in cui si riportano i calcoli tramite dei tool (come quelli che puoi trovare in questa pagina del sito). Questa sezione serve per coprire tutte quelle analisi che non possono essere affrontate con il calcolo FEM, tipo la verifica a rifollamento di un foro.

L'ho inserita nelle parti facoltative perché oggi molti software hanno la possibilità di fare molti calcoli manuali direttamente al loro interno.

Nella realtà, con i software opensource dovrete ricorrere a tool esterni come fogli excel.



Ma sono proprio necessarie tutte queste sezioni?

Per rispondere a questa domanda immaginate di essere voi i clienti che vogliono questa tipologia di analisi. Nel momento in cui un fornitore di servizi vi omette alcuni risultati oppure alcuni controlli, le possibilità sono due:

  1. Non li ha eseguiti, pertanto non vi fidereste dei risultati.

  2. Li ha nascosti, pertanto non vi fidereste dell'analista

E' presente pure una terza ipotesi, ossia che non fanno parte delle richieste iniziali, ma in questo caso non avrebbe neanche senso parlarne (vi sfido però a verificare o modellare una strutture senza verificare manualmente il rifollamento di un foro oppure l'instabilità locale di un tirante in compressione)


In qualsiasi caso, qualsiasi caso, ricordate sempre il mantra di ogni analista:


Non abbiate paura di dare brutte notizie al cliente.


Il cliente vi paga propri perchè non vuole brutte sorprese in fase di esercizio.



Ing. Francesco Grispo

fgcaeanalyst.com


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